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The Solution to the italian waste emergency comes from a small town close to Caserta / Da un piccolo paesino del casertano al soluzione al problema dei rifiuti

in Environment, on the 12th of March 2009
Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.  

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore  - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto.  Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas. 

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli  - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e  valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia  per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto. Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas.

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

ID: 31894

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Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.  

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore  - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto.  Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas. 

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli  - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e  valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia  per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto. Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas.

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

ID: 31895

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Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.  

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore  - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto.  Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas. 

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli  - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e  valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia  per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto. Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas.

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

ID: 31896

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Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.  

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore  - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto.  Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas. 

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli  - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e  valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia  per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto. Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas.

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore  - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto.  Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas. 

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli  - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e  valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia  per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto. Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas.

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

ID: 31898

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Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.  

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore  - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto.  Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas. 

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli  - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e  valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia  per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto. Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas.

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

ID: 31899

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Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.  

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore  - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto.  Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas. 

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli  - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e  valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia  per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto. Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas.

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

ID: 31900

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Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.  

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore  - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto.  Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas. 

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli  - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e  valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia  per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto. Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas.

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

ID: 31901

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Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.  

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore  - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto.  Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas. 

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli  - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e  valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia  per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto. Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas.

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

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ID: 31902

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

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Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli  - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e  valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia  per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

Pignataro Maggiore, a small town near Caserta, could represent the solution of the waste problem in the Campania region. The society lead by Giuseppe Vitello, together with the Federico II university of Naples, has invented and tested a “mega-dissipatore”. It is a machine able to reduce by 70% the volume and weight of the urban waste’s wet fraction.

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Potrebbe essere un piccolo paesino della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, a rappresentare la chiave di svolta per la soluzione del problema della frazione organica dei rifiuti in Campania.

La piccola società, al cui capo è stato nominato il presidente, ing. Giuseppe Vitello, ha infatti ideato e sperimentato, insieme all’Università Federico II di Napoli, un “mega dissipatore”. Un apparecchio in grado di ridurre dei oltre il settanta percento il volume ed il peso della frazione umida dei rifiuti solidi urbani, proveniente dalla raccolta differenziata.

Il dissipatore macina letteralmente l’umido separando la parte solida da quella liquida. Ciò che ne fuoriesce è quindi una sorta di “fango organico”, nel quale va a finire quasi tutto il contenuto d’acqua dell’umido, ed una sorta di residuo solido, tagliuzzato ed impoverito della parte acquosa.

La parte solida che fuoriesce dal dissipatore - circa il trenta percento del materiale in ingresso all’impianto - può essere avviata al normale compostaggio. La frazione solida presenta, grazie alla lavorazione che l’ha privata di gran parte del contenuto liquido, un carico inquinante notevolmente ridotto. Il “fango organico” può, invece essere trattato in un depuratore o utilizzato per la produzione del biogas.

Dagli esami fatti dalla piccola municipalizzata è emerso che il “fango organico” è in gran parte composto da carbonio. Il suo afflusso all’interno di un depuratore ne migliora il rendimento, poiché, generalmente, questi impianti sono ricchi di azoto, ma poveri di carbonio, che migliora la resa della digestione anaerobica.

Terminata la fase di sperimentazione effettuata con la prestigiosa università partenopea, la Pignataro Patrimonio è in attesa dell’autorizzazione per l’uso dell’impianto, già visionato e studiato dalla regione Campania e dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.

Prima ancora del suo avvio, nella giornata di oggi, la società municipalizzata del comune di Napoli - l’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale) – di cui è amministratore delegato l’ing. Daniele Fortini, già presidente di Federambiente, ha inviato a Pignataro Maggiore tre suoi funzionari per acquisire informazioni sul prototipo e valutare se l’impianto, opportunamente dimensionato ed arricchito di ulteriori fasi di lavorazioni, possa essere adattato alle esigenze del capoluogo campano.

I tecnici della Spa partenopea hanno portato via un campione del “fango organico” e della restante frazione solida per farli esaminare dai propri laboratori.

Una enorme soddisfazione, sia per l’amministrazione comunale, che ha costituito la Pignataro Patrimonio srl ed ha creduto fortemente nel progetto e nelle persone che lo avrebbero dovuto realizzare, sia per i dipendenti della municipalizzata pignatarese e, ancora, per i cittadini di Pignataro Maggiore, che con la loro sensibilità alle tematiche ambientali hanno permesso all’azienda, grazie ad una ottima raccolta differenziata, di poter concentrarsi su una sfida davvero difficile, non ancora del tutto vinta, ma con una “vittoria ai punti” quasi in tasca.

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